la storia

150.jpg

«La Fraterna» nacque come Società di Mutuo Soccorso tra gli operai e gli agricoltori del Comune di Viguzzolo. 

Fu fondata nell'agosto del 1868, specialmente per iniziativa dei fratelli Diodato e Cav. Carlo Leardi,deputati al Parlamento, e dei signori Geom. Giuseppe Cadirola, Nobile Liberale e Guidobono Pietro, capomastro muratore.

Il primo regolamento sociale, approvato il 27 Settembre 1868, faceva divieto alla società, come taIe, di occuparsi di politica, e pre­scriveva che tutta la sua attività fosse rivolta alla mutua beneficenza, all' istruzione ed all'educazione dei soci ed al benessere morale e materiale del paese e della Patria, senza differenze fra ricchi e poveri, padroni e servi, purchè onesti e di lodevole condotta.

Ciò dà ragione della grande simpatia e del notevole sviluppo che «La Fraterna» incontrò fin dai primordi. Nei primi anni il Sodalizio mancava naturalmente di ogni cosa, ma tutti i Soci hanno lavorato con molto impegno ed entusiasmo per sopperire alle numerose necessità, quali mobilia, registri, oggetti di cancelleria, ecc. ecc. Si ricorse a sottoscrizioni volontarie, che raccoglievano denaro ed oggetti di ogni specie: il denaro veniva versato alla Cassa Sociale e gli oggetti servivano per organizzare fiere di beneficenza, il cui ricavato veniva poi versato alla Cassa Sociale. A formare il primo fondo sociale contribuì una deliberazione presa dai soci nella prima assemblea del 27 Settembre 1868, in favore della quale ogni nuovo socio si impegnava a pagare, per il primo anno, la propria quota rinunciando, per tale anno, a qualsiasi sussidio da parte del sodalizio.

La Società conserva tuttora la prima bandiera ed il rispettivo titolo a caratteri d'oro, nonchè le cortine delle finestre ,della prima sede sociale, il tutto preparato con paziente lavoro e rara maestria da un «Comitato» di gentili signore del paese, le quali diedero, anche con altre iniziative, valido contributo all'incremento del Sodalizio.

Verso la fine del 1868 e nel 1869 si verificò in Italia una grande scarsità di monete metalliche da 20 e 50 centesimi e da 1 e 2 lire, e perciò il Governo concesse alle società operaie di emettere biglietti per valori di piccola taglia. Naturalmente «La Fraterna» non fu ultima ad approfittarne e per l'efficace interessamento del suo primo Presidente, il deputato Diodato Leardi, ottenne il R. Decreto au­torizzante l'emissione di biglietti da una e due lire e da 50 e 20 centesimi per un capitale complessivo di lire 26.000, non certamente trascurabile per quei tempi. I biglietti de «La Fraterna», battezzati con il nomignolo di «Fraternini», trovarono buona accoglienza e fiducia ovunque: vi furono scambi anche con città lontane, fra le quali citiamo Padova.

Il governo, impressionato dalla confusione di biglietti di ogni colore e molto sospetti che inondarono letteralmente il mercato ita­liano, si vide costretto ad abolirne l'emissione con legge 30 Agosto 1874 n. 1920, ed a procedere al ritiro dei biglietti entro un termine peren­torio. «La Fraterna» fece discreti affari con i «Fraternini», ma essi sarebbero stati ben maggiori se un amministratore poco corretto ed il Governo stesso non avessero fatto la parte deI leone.

Nel 1872 si verificò un rincaro enorme dei cereali, che rese molto critica la situazione dei soci meno abbienti. Il Presidente del Con­siglio di Amministrazione de «La Fraterna» di quell'anno, che era il veterinario Bernardo Magrassi, decise l'acquisto di grano e di me­liga, e spendeva la somma, per 'quei tempi cospicua, di L. 1.500. La granaglia veniva ceduta ai soci, che ne facevano domanda, al prezzo di costo, sulla semplice promessa di pagarlo ,al primo raccolto, se possidenti, e con la semplice garanzia di un socio possidente, se il richiedente era nullatenente. Merita di essere rilevato che la dignità e l'onestà ed il sentimento d'onore erano talmente elevati nei soci, che tutti, o quasi tutti, fecero fronte ai loro impegni.

Qualche anno dopo si verificò un'annata disastrosa per i prodotti agricoli, ed anche in questa occasione «La Fraterna» venne in aiuto ai più miseri procedendo ad un sufficiente e vantaggioso acqui­sto di pasta da minestra di svariati tipi; la pasta veniva ceduta a prezzo di costo ai soci più bisognosi.

Anche in periodi successivi di scarsità di raccolti, la Società portò valido aiuto ai più indigenti.

Il sistema di venire incontro ai più bisognosi mediante la di­stribuzione di grano, meliga ed altri generi alimentari si rivelò non scevro da inconvenienti e non sempre rispondente allo scopo. In­fatti rendeva necessario un magazzino e personale adibito alle di­stribuzioni, e ciò costituiva evidentemente un aggravio per la Società . Si preferì pertanto mettere a disposizione dei soci più bisognosi un piccolo capitale, sotto il titolo di «Cassa di Soccorso fra i Soci», naturalmente dopo aver assunto le debite informazioni e prese le opportune cautele.

Questo sistema era ,del resto più confacente non solo nei con­fronti degli artigiani, che molto spesso, più che di grano e meliga abbisognavano di denaro per provvedersi di materie prime e di at­trezzi per poter esercitare con profitto i loro mestieri, ma anche per i contadini ed i piccoli agricoltori per l'acquisto di sementi, concimi, zolfo, attrezzi agricoli, solfato di rame, ecc.

Molto ha fatto «La Fraterna» per quanto riguarda la concessione di sussidi ai soci in caso di malattia, infortuni, private ca­lamità, ecc., ma ciò rientra negli obblighi sanciti dal Regolamento.

Soci seriamente ammalati furono sottoposti a consulti medici, a cure lunghe e costose e anche ad operazioni chirurgiche nella clinica S. Matteo di Pavia, e quando era necessario, mandati fuori del paese per cure diverse, a totale carico della «Società». Tutto ciò comprovato da documenti.

Nei primi anni di vita «La Fraterna» contava circa 250 Soci effettivi. Il sodalizio, fedele ai suoi scopi, istituiva anche proprie scuole serali, e provvedeva le aule di tutto il materiale indispensabile per un proficuo insegnamento. Data la grande differenza di allievi, nei primi anni le classi furono diverse, e diversi quindi gli insegnanti. Ricorderemo fra questi il signor Magrassi Bernardo, veterinario e maestro, diventato poi Presidente della Società nel 1872 e più tardi Sindaco del Comune; il Signor Cadirola Giuseppe, Geometra e già Segretario Comunale ed il maestro signor Bianchi Nicola, che resse la scuola per più di 15 anni di ininterrotto in­segnamento e da solo, con generale soddisfazione.

Questo maestro fu per moltissimi anni insegnante emerito nel­la III classe elementare comunale, che in quei tempi era l'ultima di quelle esistenti nel paese, lasciando ottimo ricordo di sè: guidò molte generazioni nella via del sapere e dell'onestà.

«La Società» retribuiva gli insegnanti, ma era a sua volta sussidiata dal «Consorzio Provinciale Scolastico».

«La Fraterna» ha compiuto anche atti di pubblica beneficenza. Essa non fu mai seconda a nessuno nell'offrire il proprio obolo: per sottoscrizioni patriottiche e per opere pubbliche a ricordo dei grandi Italiani, come anche in occasione di calamità, che colpirono le varie regioni d'Italia. E' conservata nell' Archivio del sodalizio una lettera del Sottoprefetto di Tortona, che ringrazia caIdamente l'Amministrazione de «La Fraterna» per il sussidio da essa inviato al Comune di Bruggi nella dolorosa contingenza di un incendio, che distrusse molti casolari.

«La Fraterna» ha anche contribuito, con decisione unanime della Assemblea dei Soci, all'erezione della cappella monumentale del cimitero, decisa dalla famiglia Leardi e dal Comune per ono­rare il Comm. Carlo Leardi, deputato al Parlamento Nazionale, che fu il secondo Presidente del Sodalizio, ed a tal fine ha offerto la somma, in quei tempi non trascurabile, di L. 250.

Anche in occasione dell'inondazione delle province venete «La Fraterna» fu sollecita a dare il proprio contributo in favore dei colpiti da quella immane sciagura, ed in altre molteplici occasioni essa diede prova di spirito di solidarietà verso i colpiti dalla sventura.

Nei primi tempi «La Fraterna» soleva festeggiare ogni anno, e precisamente nella seconda domenica di ottobre, l'anniversario della fondazione, in modo solenne e con inviti alle Società consorelle dei Comuni vicini. Ciò era stabilito nel primo Regolamento. Dato che tali feste sociali riuscivano troppo dispendiose, con successivo Regolamento si stabilì che esse si tenessero ogni 5 anni. Partico­lare solennità acquistò quella dell'anno 1892, 25.mo anniversario di fondazione, alla quale intervennero non soltanto le Società con­sorelle, ma anche Autorità e personalità e si chiuse con un ban­chetto e con discorsi.

Purtroppo in ogni associazione sorgono sempre contrasti più o meno gravi e «La Fraterna» non poteva fare eccezione alla re­gola. In seno ad essa sorsero due gravi contrasti.

Nel 1881, sotto la presidenza del sig. Busseti Pietro, un ex so­cio fece domanda di riammissione al sodalizio. Il Consiglio di Am­ministrazione, conoscendo i reconditi fini del richiedente, pose, co­me condizione per la riammissione, che egli rendesse conto di un certo mandato che l'Amministrazione gli aveva affidato e che per sua incuria si era risolto in danno della «Società». Vistosi respinto, tentò di vendicarsi accusando l'Amministrazione presso il Sottoprefetto di Tortona, ma la faccenda si chiuse con il trionfo della giustizia, e quindi a favore del Consiglio di Amministrazione.

Nel biennio 1889-90 il Sodalizio corse serio pericolo di sfa­sciamento. Una coalizione di soci, in maggioranza nuovi e male informati, si misero in aperto contrasto con l'Amministrazione: ciò determinò la divisione dei soci in due partiti e la paralisi del funzionamento del sodalizio. A seguito dei buoni uffici delle Au­torità Comunali venne nominato Presidente del Sodalizio il Conte Francesco Leardi, estraneo alle due correnti e persona molto ben­voluta, stimata e superiore ad ogni sospetto. Egli eseguì una accurata inchiesta ed accertò che nell'operato dell' Amministrazio­ne nulla vi era di meno che corretto e che le supposizioni dei dissidenti erano prive di qualsiasi fondamento. Calmatesi le acque, ritornò la pace e con essa l'unione dei Soci, e «La Fraterna» potè continuare la sua opera di bene e prosperare. Il Conte Leardi in  riconoscimento della sua opera venne nominato Presidente bene­merito.

Abbiamo tolto queste notizie dal volumetto «La Fraterna» • Società di Mutuo Soccorso fra operai ed agricoltori del Comune di Viguzzolo. Cenni storici sul Sodalizio, edito dalla Tipografia e Libreria Francesco Scala Asti·Tortona 1895. Esso ci è stato dato in visione dal sig. Giuseppe Dematti, che per ben 30 anni ha svolto la sua preziosa attività quale benemerito Amministratore, cassiere e presidente de «La Fraterna». A lui porgiamo i più sentiti ringraziamenti. Attuale Presidente è il signor Pietro Codevilla.

La prima 'parte del volumetto, riservata ai cenni storici, di au­tore ignoto, comprende una prefazione e dieci capitoli, e si chiude con l'elenco dei presidenti dalla fondazione fino al 1895.

In essa è formulato l'augurio, al quale ci associamo di tutto cuore, che qualche giovane studioso e di buona volontà, amante del proprio paese, possa completare i cenni storici dal 1895 ai nostri giorni. Siamo sicuri che dalla consultazione dell'Archivio del Sodalizio e dai verbali delle assemblee si potrà trovare materia per l'aggiornamento dei cenni storici. Sarebbe un lavoro utile ed in­teressante perchè a «La Fraterna» è legata buona parte degli av­venimenti. verificatisi nel paese, dato che la «Società» ha sempre preso parte attiva a tutte le iniziative che sono state prese dalle Autorità.

La seconda parte del volumetto porta il nuovo Regolamento, redatto con intelligenza e assoluto disinteresse dal benemerito e compianto Avv. Giuseppe Belloni, Presidente di Tribunale. Tale Regolamento, che come il primo fa divieto al Sodalizio di occuparsi di politica, consta di 12 titoli o capitoli, e di 134 articoli, ed è stato approvato nell'Assemblea Generale dei soci del 14 ottobre 1894. Esso sostituisce il primo Regolamento del 16 Gennaio 1876.

L'ultima parte del volumetto contiene moduli vari. «La Fraterna» ha dato sempre il suo contributo per le opere di bene ed ha fatto notevoli elargizioni all'Asilo Infantile «Butteri», quale, ad esempio quella di L. 14.000 nel dicembre 1945.

«La Fraterna» ha sede in un edificio proprio situato nella via Circonvallazione e nelle adiacenze del «portone di sopra». In esso trovavano posto la vasta sala da ballo con tribuna a balconata ed un caffè-bar bene attrezzato. Nella sala si tenevano i balli tradi­zionali del Carnevale, della festa patronale e dell'ultimo dell'anno, al quale intervenivano anche molte persone da Tortona e dai paesi circonvicini. Nell'ampio cortile si teneva, nella stagione estiva, il cinematografo all'aperto ed anche il ballo; nelle altre stagioni la sala era anche adibita a cinematografo ed a sala di conferenze.

Negli ultimi anni l'edificio venne rimodernato ed in gran parte ricostruito su progetto del nostro illustre indimenticabile compae­sano, recentemente scomparso, l'Ing. Giorgio Bianchi. I lavori di ricostruzione e di am­modernamento dell'edificio de «La Fraterna» sono stati eseguiti con la consueta cura e con la ben nota perizia dalla ditta di costruzioni edilizie Cav. Antonio Cremanti. La vasta sala, notevolmente ampliata ed innalzata e bene illuminata, è adibita, oltre che a saIa da ballo, anche a cinematografo ed a sala per conferenze.

(articolo tratto dal libro "VIGUZZOLO E LA SUA STORIA" di Giuseppe Denegri - 1969)

 

 

via circonvallazione 35, 15058 Viguzzolo (AL) - tel. 349.3610024